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Scopri la storia del Carnevale di Manfredonia dalle sue antichissime origini sino ai giorni nostri.
A ROMA FU BACCANTE Erano i tempi degli antichi romani, dell’espansione dell’Impero versi i confini germanici, quando le vergini si immolavano al dio Bacco, simbolo della vanità e frivolezza umana o festeggiavano Dionisio con sfilate di carri e libagioni. Eccola lì la nostra Baccante, l’antenata delle bellezze sipontine. Era forse la prima reginetta del Carnevale? Il suo busto in pietra venne ritrovato nel 1985 negli scavi di Fontanarosa.
CON FEDERICO II, LASCIVA FU SIPONTO Fu Re di Sicilia, Duca di Svevia, Re di Germania, Imperatore dei Romani e pure Re di Gerusalemme ma in tutto il mondo non riuscì proprio a trovare un posto più divertente della bella Siponto? Così disse di noi: “Appena sente cantare Siponto lasciva è pronta a ballare” (“…ad cantum prontum subsaltat molle sipontum…”).
PRIMA DEL PROIBIZIONISMO Dovevano essere proprio coinvolgenti e scabrosi gli antichi riti del Carnevale di Manfredonia. Nel 1567 il Cardinale Gallio vietò ai preti di andare mascherati e di frequentare balli e danze. Immorali, lussuriosi o solo dei bontemponi questi sipontini? Insomma ci hanno provato per secoli e in tutti i modi a fermarci, ma non ci sono mai riusciti.
SCOPPIA LA COPPIA Due eroi del 1849: Carlo Califano e Fernando Del Vecchio. Intrepidi e fieri sfilarono per le vie della città tra sostenitori e invidiosi, sfidando le leggi dell’epoca. Uno era vestito da re - “a lutto” e in catene, l’altro aveva una tunica bianca cinto di mirto e di fiori con il corno dell’abbondanza in mano. Finirono in carcere. Ma a loro va il premio per la sfilata più coraggiosa ed eclatante della storia del Carnevale di Manfredonia. Bravi! DI GIOVINETTI RABBIOSI E RAGAZZE FRENETICHE Tempi di guerra, di povertà, di dolore, ma la città reagiva sempre con il “buonumore”. Il mensile Vita Cattolica, nel 1938 così ci ammonisce: “…che avviene in questi giorni nelle sale da ballo? Giovinetti rabbiosi, ragazze frenetiche non sanno rinunciare al turpe divertimento del ballo. Passioni roventi si sviluppano e ardono, affetti pravi che iniziano; mode turpi, nudismo che si usano; abbracciamenti disonesti che si fanno; peccati che consumano nel ballare della danza e negli agitati ritrovi notturni; tresche, che si svolgono; onore che spesso si perde; malizie che s’imparano”. Eravamo proprio dei ragazzacci!!!
ALMA MATER CARNEVALE Finita la seconda guerra mondiale è tempo di ripartire e il Carnevale finalmente diventa una cosa “seria”! Tutto nasce dall’esperienza della “Festa della Matricola”. I carri, i gruppi mascherati e il veglioncino dei bambini. Inizia la storia del Carnevale moderno così come lo consociamo dai racconti nostalgici dei nostri nonni e i nostri genitori. Un grazie speciale ai nostri "Padri Fondatori": Rag. Antonio Murgo, al prof. Mario Garzia, l’orafo Domenico Bisceglia, il dott. Peppino De Salvia, il dott. Mimì Rinaldi, il rag. Filippo De Finis, l’imprenditore e musicista Fortunato D’Onofrio, il prof. Tommaso Adabbo, il musicista Raffaele Occhionero, l’avv. Matteo Pasqua, il dott. Giuseppe Grasso, il prof. Tonino Valente, lo stilista Matteo Ciociola, l’avv. Antonio Fatone, il giornalista Donato Apollonio.
E GARA FU Risale al 1955 la prima volta in gruppi mascherati e carri allegorici sfilarono in concorso per Corso Manfredi e Corso Roma. Inizia l’era del Carnevale e inizia la competizione fra gruppi, fra comitive, fra amici. Da allora ci sfidiamo fino all’ultimo merletto, fino all’ultimo coriandolo, fino alle ultime forze.
DEL BUON UMORE FU L’INDUSTRIA 1956. Nasce il primo comitato per il Carnevale con il grande rag. Antonio (Tonino) Murgo. Grazie a lui la manifestazione dona alla città un grande impulso turistico. Il quartier generale è la farmacia Murgo, in corso Manfredi. Cominciano a partecipare anche scuole e privati con carri allegorici e gruppi mascherati e parte il primo Festival della Canzone Sipontina. La macchina organizzativa funziona! Siamo ufficialmente l’industria del buonumore.
VIETATO AI MINORI Per tre anni la Scuola “Croce” si classifica al primo posto e mostra la sua supremazia! Fu per questo motivo che all’inizio degli anni ‘60 venne cambiato il regolamento delle sfilate, vietando la partecipazione dei bambini alla parata dei carri allegorici e gruppi mascherati. Già da allora i bimbi erano i veri protagonisti del nostro Carnevale. K.O. per i grandi.
LA BANDA DEI RIBELLI
La Mini-Banda diretta dal mitico Maestro Leporace, prima nel suo genere in Italia, è stata la protagonista del nostro Carnevale dal 1966 fino alla fine degli anni 80. I nostri piccoli talenti alla riscossa! Orfani dei mitici Monelli, nel 1981 venne costituita la banda “a Ciambòtte”, un gruppo di giovani burloni tra musicisti e caratteristi che sfilano con riproduzioni in cartapesta dei pesci che compongono la “ciambotta”, tipica zuppa di pesce locale. |